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P. 23/01/2002
2.49 dB(A) rispetto al limite di qualità; il ricettore 9, esterno alla fascia infrastrutturata, sarà soggetto ad un superamento nel tempo di riferimento notturno di 2.16 dB(A) rispetto al limite di qualità; i rimanenti ricettori esterni alla fascia infrastrutturata non saranno soggetti a superamenti dei limiti di immissione sia durante il periodo diurno che durante il periodo notturno. Per i ricettori posti all'interno della fascia infrastrutturata lo studio di impatto ambientale prevede un innalzamento dei limiti massimi di immissione poichè l'intervento di adeguamento dell'Autostrada A3 al tipo 1/A C.N.R./80 può essere considerato come un "ampliamento" (bozza regolamento e documento Commissione Interaziendale ANAS-FFSS, Società Autostrade, AISCAT, M.A). Le condizioni di maggiore criticità sono relative al ricettore 6 ubicato in prossimità dell'imbocco nord della galleria Cropo di progetto. In seguito alle attività previste si ritiene che l'edificio sarà sottoposto ad esproprio/demolizione. In tutti gli altri casi, assumendo che l'abbattimento medio dei valori calcolati dovuto all'adozione progettuale di pavimentazione fonoassorbente sia di 3,5 dB, si ottiene la seguente condizione: super. limite diurno super. limite notturno
-- Ricettore 2 1,91 8,98 Ricettore 5 5,53 12,60 Ricettore 10 5,40 11,11 Trattandosi di edifici isolati si ritiene opportuno prevedere interventi di mitigazione diretti sul ricettore affiancati ad interventi di protezione acustica di tipo naturale (terrapieni e/o fasce arborate) da localizzare in prossimità dei ricettori stessi. Nel lotto 2o e 3o per la caratterizzazione acustica nella situazione ante ope- ram delle aree in prossimità dell'infrastruttura oggetto di studio sono state effettuate delle misure fonometriche su alcuni ricettori emblematici del tratto in esame, per ognuno dei quali sono state eseguite delle misurazioni fonometriche seguendo una metodologia di rilievo spot ripetuta nel tempo. In particolare sono stati individuati due gruppi potenzialmente esposti all'inquinamento da rumore, il primo nel tratto iniziale, relativo all'abitato di Seminara, ed il secondo relativo all'abitato di Paparone, compreso nell'ultimo chilometro (postazioni di misura PR4, PR5 e PR6). La zona di studio individuata + 730 e per la carreggiata nord tra km 4 + 510 e km 4 + 710. Sono stati rilevati dei valori superiori ai limiti di legge, specialmente di notte, in alcuni ricettori isolati ubicati lungo gli ultimi cinquecento metri del tratto esaminato. Trattandosi di ricettori isolati, non si sono considerati degli interventi di mitigazione con schermi acustici. Per quanto riguarda il lotto 4 il tracciato è completamente immerso in una zona priva di presenza antropica, e l'unico ricettore presente, per il quale è .stata prodotta l'allegata scheda di caratterizzazione, è un edificio diruto, non sono stati ritenuti necessari nè approfondimenti strumentali ante e post ope- ram nè si ritengono utili opere di mitigazione. Per quanto riguarda gli aspetti paesaggistici: il primo ambito individuato corrisponde al Torrente Petrace con una fascia di vegetazione ripariale, ma caratterizzato prevalentemente da coltivazioni agrumicole. Il valore del paesaggio esaminato è prevalentemente di natura ecologico-vegetazionale. Un secondo ambito è prevalentemente antropico ed è costituito dall'abitato di Palmi. Il livello di qualità è scarso trattandosi di agglomerati urbani recenti sviluppatasi attorno all'asse autostradale negli ultimi decenni. Nella restante parte il paesaggio agrario costituisce l'aspetto più immediato e visibile che non rappresenta solo un fatto formale ed esteriore ma un documento di civiltà e storia, prodotto millenario di popoli coltivatori che si sono insediati in ambienti naturali più o meno favorevoli plasmandoli e trasformandoli. L'area è, infatti, segnata da un paesaggio agrario diversificato dove si fondono paesaggi agrari e forestali diversi determinatisi per l'appunto negli anni. Il territorio in qualche modo ha assorbito e/o compensato l'urto determinato dalla realizzazione dell'infrastruttura, infatti oggi la stessa sede stradale con le opere (muri, viadotti) costituisce un elemento, se pur antropico, del paesaggio. La dimostrazione di ciò è evidente dall'analisi colturale dove l'autostrada determina il confine tra appezzamenti agrari con colture completamente diverse (castagneto-uliveto). Questo aspetto ci permette di introdurre due differenti paesaggi rurali presenti nell'area di riferimento cioè un paesaggio forestale e uno agrario. Per quanto riguarda gli aspetti legati alla visibilità si può dire che in generale il progetto nei tratti di allargamento in sede, con le opere di mitigazioni previste, contribuirà ad attenuare notevolmente l'impatto attuale, per i tratti in variante, quelli in galleria hanno, ovviamente un impatto visivo limitato solo agli imbocchi, mentre per i viadotti, soprattutto quelli del 4o lotto, ubicati sul versante che degrada verso mare sono stati oggetto di uno studio specifico e posizionati in variante planoaltimetrica rispetto al progetto preliminare ANAS in maniera da limitarne al massimo l'impatto; Valutato che: dall'analisi della documentazione esaminata si può affermare che l'opera, così come prevista nel progetto, è ampiamente compatibile e coerente con la programmazione territoriale, sociale, economica ed urbanistica. La necessità di adeguamento dell'infrastruttura risulta non solo evidente, ma assume, altresì, caratteri di urgenza in relazione alle previsioni di attuazione degli strumenti pianificatori sia di settore sia territoriali; il tratto autostradale tra il km 393+500 ed il km 394+200 corre parallelo e confinante ad un'area non ancora sottoposta a vincolo archeologico, ma di cui la Soprintendenza archeologica della Calabria ha definito la perimetrazione; vista l'importanza dell'area di Piano della Corona, si è previsto di eseguire già in fase di studio le indagini geomagnetiche prescritte dalla Soprintendenza archeologica della Calabria, queste non hanno evidenziato alcuna preesistenza. Fermo restando i pareri del Ministero per i beni e le attività culturali e della regione, l'esigenza di minimizzare gli impatti sembra adeguatamente vessero essere reperiti ampliando i siti di cava attualmente autorizzati o prevedendo l'apertura di nuove cave, dovrà essere predisposto un progetto che contenga le necessarie informazioni sulle modalità di coltivazione e di ripristino, sulle caratteristiche geomorfologiche, geologiche, geotecniche, idrogeologiche, vegetazionali e paesaggistiche del luogo di intervento ed un progetto dettagliato di coltivazione che stabilisca le volumetrie estraibili; inoltre per ogni sito di discarica individuato, dovrà essere predisposto un progetto esecutivo che, nel rendere conto della morfologia dei luoghi, fornisca informazioni di maggiore dettaglio sulle volumetrie disponibili per i depositi, le modalità di coltivazione nonchè sui necessari interventi per un inserimento nel contesto paesaggistico e ambientale; relativamente agli interventi di inserimento ambientale e paesaggistico delle opere nonchè agli interventi di ripristino delle aree di cantiere e di recupero dei tratti dismessi, lo studio fornisce indicazioni circa i criteri di riferimento, caratterizzando i diversi interventi a livello tipologico. Tenendo conto della sostanziale coerenza di quanto indicato con le caratteristiche generali dell'area, si evidenzia la necessità di un progetto di magior dettaglio delle condizioni di intervento, con particolare riguardo alle zone più sensibili ed alle azioni di recupero e ripristino, che richiedono in alcuni casi l'adozione di specifiche azioni (rimodellamenti morfologici, consolidamento di versanti, rinaturazione di alvei fluviali, ecc.): sono condivisibili l'ubicazioni e le motivazioni che stanno alla base delle scelte effettuate nello Studio di impatto ambientale. Bisogna, però, evidenziare che vengono formulate solo soluzioni relative alla localizzazione dei presidi e vengono specificate in linea di massima le modalità di funzionamento di tali presidi ed i criteri di dimensionamento; l'impatto della Galleria Barritteri è, invece, alto poichè, data la complessità geologica del sottosuolo, sono presenti falde sospese, di modesta entità ed estensione, in concomitanza di locali variazioni litologiche e stratigrafiche; lungo il nuovo asse, e, più in particolare, alle progressive 1+900, 2+260 e 2+940, affiorano tre diversi punti d'acqua, di cui due sono captati per utilizzo locale della risorsa idrica, senza però ricadere nella classificazione di punti d'acqua pubblici soggetti al decreto del Presidente della Repubblica n. 236/1988; la sorgente alla progressiva 1+900 si trova lungo la strada che da Barritteri porta a Seminara, e da una quindicina d'anni è captata mediante un tubo collettore ed una vasca di accumulo. La sua portata è di circa 0.5 l/s ed è comunemente utilizzata a scopo idropotabile, anche se non esiste alcuna autorizzazione da parte delle autorità competenti al suo sfruttamento; la sorgente alla progressiva 2+260 sgorga alla testa della Valle del torrente Magna, a qualche decina di metri dalla strada comunale per Seminara. An-
0.8 l/s, è utilizzata dalla gente locale per diversi scopi, ma non per quello idropotabile; il terzo punto d'acqua, alla progressiva 2+940, sbocca nel piccolo compluvio situato a SO del cimitero di Barritteri, con una portata variabile durante l'anno, ma in genere compresa tra 0.5 e 1 l/s. Il continuo afflusso di acqua crea l'imbibizione del terreno e la conseguente instabilità della zona, che attualmente è dissestata da un lento movimento del terreno verso SE; sono, inoltre, interessati tre pozzi. Dagli approfondimenti richiesti risulta che la realizzazione della galleria porterà al probabile prosciugamento delle prime due sorgenti e la necessità di spostare un pozzo in quanto, pur essendo il livello della falda decisamente maggiore del livello della sede autostradale, tale pozzo è situato all'interno della fascia interessata dalla realizzazione delle opere; lo studio di impatto ambientale propone, vista la modestia delle portate di non utilizzare tecniche costruttive particolarmente onerose, ma di convogliare e raccogliere le acque drenate in corrispondenza dell'attacco intermedio della galleria e del- l'imbocco nord per poi sollevarle in un serbatoio di stoccaggio che avrebbe anche una funzione antincendio, da cui si dirama una condotta per ripristinare le fontane. Il pozzo interessato sarà spostato; non si ritiene condivisibile l'innalzamento dei limiti per i ricettori presenti all'interno della fascia inifrastrutturata e per tutti i ricettori gli obiettivi di mitigazione acustica dovranno essere dimensionati con la finalità di raggiungere, per quanto possibile, i valori di qualità di cui alla tabella D del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997, fermo restando, come soglia inderogabile, i limiti di cui alla tabella C del medesimo decreto. Nel caso di compresenza di altre sorgenti acustiche significative si dovrà fare riferimento alla tabella B del citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri; all'analisi complessiva scaturisce che la realizzazione dell'infrastruttura, tenuto conto delle opere di mitigazione e/o compensazione e del fatto che ci troviamo in un corridoio già da tempo infrastrutturato, ha un impatto sul paesaggio limitato; Considerato che in conclusione la Commissione per le valutazioni dell'impatto ambientale ha espresso parere positivo con prescrizioni in merito alla compatibilità ambientale dell'opera proposta; Considerato che la regione Calabria, pur sollecitata, non ha espresso il proprio parere sul progetto; Considerato il parere del Ministero per i beni e le attività culturali prot. n. ST/407/24806/2001 del 12 dicembre 2001, pervenuto in data 13 dicembre 2001, con cui si esprime parere favorevole alla richiesta di valutazione di impatto ambientale, a condizione che si ottemperi alle seguenti prescrizioni: con apposita istanza inoltrata con nota n. 850 del 12 aprile 2001, qui pervenuta in data 24 aprile 2001, prot. ST/407/11441, l'Ente nazionale per le strade
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